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Ragazzi, non è che ci volesse un genio per capire che McDonalds non è nell’elenco dei “ristoranti” piu sani del mondo, ma ieri sera mi è capitato di vedere il film-documentario “Super Size Me” e vi garantisco che se prima ci andavo magari in media una volta ogni 2 anni da McDonald, da ieri sera ho deciso che non ci andrò mai più.

 

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Il regista filma il suo esperimento, cioè quello di mangiare per un mese (per tre volte al giorno) interrompendo ogni attività fisica, cercando di fare un massimo di 2500 passi al giorno (quelli che fa un americano medio), nei fast food McDonald’s documentando tutti i cambiamenti fisici e psicologici avvenuti.
Ma l’inchiesta di Spurlock non si ferma di certo qui, il regista infatti esplora l’enorme potere dell’industria dei fast food e come usi questo potere per incoraggiare un’alimentazione sbagliata così da massimizzare il profitto.

Nel corso dei 30 giorni il regista ingrasserà di 11 kg, la sua massa muscolare si ridurrà a favore della massa grassa, ma questi non sono altro che gli effetti previsti dell’esperimento, Spurlock infatti nei 30 giorni subisce frequenti cambi d’umore, disfunzioni sessuali e danni irreversibili al fegato.
Prima di iniziare la sua inchie
sta il regista è stato visitato da tre dottori che hanno continuato a seguirlo durante tutto il suo percorso registrando cambiamenti e cercando di farlo desistere più e più volte ma senza riuscire mai a convincerlo.
Tutti e tre i dottori inoltre avevano predetto a Spurlock, perfettamente nella media come stato fisico, che avrebbe riscontrato effetti negativi sul suo corpo, ma nessuno dei tre si sarebbe aspettato niente di così drastico (uno dei tre aveva addirittura detto che “il corpo umano si adatta molto facilmente”).
Dopo la proiezione al Su
ndance Film Festival, McDonald’s ha deciso di ritirare dal mercato l’opzione SuperSize per i suoi menu, ed ha cominciato ad offrire opzioni più salutari all’interno della propria gamma di prodotti accanto ai soliti cibi, come le insalate (seppur, come Spurlock ha fatto notare, perfino nelle insalate di McDonald’s è presente dello zucchero), anche se la compagnia ha negato decisamente che questa scelta fosse legata al documentario.
Grazie a Spurlock viviamo il crescente disgusto verso un tipo di alimentazione i cui effetti troppe volte vengono taciuti grazie a subdole strategie di marketing.

(emozioninpellicola.splinder.com)

il mio commento? eccolo:

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guana.