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Romano Prodi non ce l’ha fatta, le manovre dei franchi tiratori hanno avuto la meglio con 161 voti a sfavore del governo, tradendo in tal modo il legittimo esito delle urne.
Proprio ora che l’Italia stava crescendo, proprio ora che l’economia era in fase di miglioramento col deficit in forte rientro nonostante la crisi delle borse europee. Proprio ora che la Ue aveva speso qualche parolina buona a favore del Belpaese, pur allarmata da un defici alto, ereditato nel precedente lustro, ma comunque in fase di forte rientro come dimostra l’andamento dell’ultimo anno con il boom delle entrate fiscali e la riduzione del debito pubblico di oltre 2 punti percentuale e sventando il rischio di procedura d’infrazione iniziato nel 2005 dal commissario Ue Almunia. Riporto un articolo che dimostra il buon lavoro del governo Prodi secondo l’Uninione Europea.

“Situazione economica in Italia: Ue promuove Prodi e Padoa Schioppa. Preoccupa il futuro.

Il commissario degli affari economici e monetari dell’Unione Europea elogia il comportamento del centro sinistra.

Joaquin Almunia ha dichiarato che mentre il centro destra ha attuato una politica finanziaria che ha portato l’Italia ad essere una sorvegliata speciale (una sorta di arresti domiciliari della finanza pubblica), il governo di centro sinistra ha risanato i conti, consentendo, oggi, al nostro Paese di intravedere l’uscita dal tunnel della sorveglianza speciale e di guardare con fiducia al futuro.

I moniti a non abbassare la guardia sul deficit sono sempre utili, ma resta il fatto che i conti italiani sono in ordine, e che, anzi, con la prossima trimestrale inizierà ad essere evidente che una manovra di riduzione fiscale a favore dei lavoratori dipendenti, come dice la finanziaria 2008, è possibile.

Del, resto i dati più recenti sulle entrate continuano ad essere buoni.

Purtroppo la crisi di Governo ha interrotto un percorso politico, ma è auspicabile che si trovino i modi per riprendere il filo perché, come ha ricordato uno studio della Banca d’Italia, oggi il problema più serio è la domanda interna, che e molto depressa.

Un intervento a favore dei lavoratori, oltre che giusto in sé, eviterebbe un rallentamento ulteriore dell’economia. In altre parole, anziché rassegnarci a prendere atto che ci sarà meno sviluppo, si può tentare, almeno in parte, di sostenerlo.

Tuttavia, questo non basterebbe e la Commissione europea farebbe bene a porre apertamente il problema della politica restrittiva della Banca centrale europea. Si può capire che ci siano timori inflazionistici, ma la risposta non può essere la stretta monetaria. Altri sono i mezzi con cui agire. Tanto più che la Federal Reserve si sta adoperando per ridare fiato all’economia americana, ed è difficile comprendere l’atteggiamento di splendido isolamento della Bce che, di fatto, attua una politica restrittiva nel momento peggiore. ”

(fonte http://www.businessonline.it/news/5833/ue-promuove-prodi-e-padoa-schioppa-ma-italia-teme-per-il-futuro.html)