Il mestiere del programmatore è spesso infimo, cattivo, duro. Tanto che un “discendente artistico” di De Andrè vi ha dedicato una ballata (cliccate sopra questo link).

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All’ombra dell’ultimo sole
si addormentò un programmatore
tra le sue braccia un manuale
sognando il mare tropicale
Venne alla ditta un committente
con un progetto inconsistente
delle richieste da far paura
“prima di ieri perché ho premura”
E domandò un lavoro immane
con le specifiche più strane
“io voglio tutto e pago niente
ho fretta sono un committente”
Gli occhi dischiuse il softwarista
un video l’unica sua vista
dall’alba grigia fino a sera
incatenato alla tastiera
Battendo i tasti a mo’ di ossesso
e trascurando cibo e sesso
riuscì un bel giorno a consegnare
una release preliminareE si sentiva ormai contento
ma fu sollievo di un momento
già richiamava quel cliente
“qui non funziona un accidente”Ricominciò il programmatore
a faticar per ore ed ore
sopra un problema assai intricato
nascosto dentro ad un listatoVenne di nuovo il committente
disse “così è meglio che niente
è tuttavia per me importante
fare una piccola variante”Ma all’ombra dell’ultimo sole
dormiva già il programmatore
tra le sue braccia un manuale
sognando il mare tropicale

Erix

Tutto ciò mi ricorda qualcosa di simile………:-|

Ecco il mare tropicale che sogno io quando sono davanti al computer😦

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guana.