Avevo 19 anni, stavo facendo la spesa in un supermercato, passando davanti allo scaffale dei libri in vendita, mi capitò di vedere l’immagine di Silvio Berlusconi stampata su di un libro. Non c’è niente da fare, non è piacevole dirlo, ma l’immagine del Berlcusca, purtroppo, attira sempre l’attenzione di tutti ,nel bene e nel male….più nel male da parte mia. Quel giorno anche io ne fui attratto. Mi avvicinai al libro e incuriosito ne lessi la presentazione. L’odore dei soldi era il titolo, scritto da Marco Travaglio.

In quel periodo non mi interessavo di politica, diciamo che anche adesso non è che sono informatissimo ma penso di aver imparato qualcosa dai quei pochi libri che ho letto di Travaglio. Imparato a distinguere quelli che sono la falsità, la corruzione, l’egoismo dal buon senso e dalla onestà di fare politica di certi personaggi.

Comprai il libro, perchè inconsciamente sapevo che dietro quella figura da uomo per bene e amico di tutti si nascondeva qualcosa di losco e misterioso. Parlando in questo modo posso apparire un po’ esagetato ma vi assicuro che se leggrete il libro vi renderete conto che sono stato anche troppo traqnuillo nel descrivere il berlusca.

Il libro comincia con la domanda «Cavaliere, dove ha preso i soldi?», per affrontare la questione sulle origini delle sue fortune. Ed è proprio con quella domanda che Travaglio riesce a mettere in evidenza e far luce su quel misterioso filo conduttore che lo porterà inevitabilmente a parlare di mafia. Si avete capito bene MAFIA!!. Leggetelo e aprite gli occhi !!

Il libro divenne famoso un mese dopo la sua uscita nelle librerie, quando, il 14 Marzo 2001, Daniele Luttazzi invitò Marco Travaglio a Satyricon, un programma della RAI che andava in onda in seconda serata. Se vi interessa vederlo ho postato dei video su questo blog nella sezione “pagine del blog”.

Dopo alcuni anni, avendo acquistato molta stima nei confronti del lavoro di ricerca che aveva svolto Marco Travaglio, uscì l’altro libro “Gli Intoccabili”. Lo comprai ad occhi chiusi.

Ebbene si, tema centrale anche di questo libro, la mafia. Badate bene, l’argomento è la mafia ma non aspettatevi che si parli principalente di Totò Riina, e di tutti i boss mafiosi. I “protagonoisti” del libro udite udite sarannon niente popo di meno che Andreotti, Craxi e compagnia bella (e qui aggiungerei boss mafiosi anche loro).

Dalla lettura emerge una ferma e documentatissima condanna dell’orribile passato della classe politica italiana. Puntuale e precisa anche la ricostruzione dei sette anni in cui il ruolo di procuratore della repubblica di Palermo fu ricoperto da Gian Carlo Caselli. Questo libro fa davvero paura! La storia degli ultimi 30 anni del nostro paese, politici e boss mafiosi a braccetto, a fare comunella. Gli incontri di Andreotti in sicilia con numerosi esponenti mafiosi, le stragi di Capaci e via D’Amelio , di Milano Firenze e Roma, il caso Dell’Utri salvato dal carcere dalla camera con i voti del centrosinistra e molto altro ancora.

Ogni parola aggiunta come commento a questi libri sarebbe inutile. Leggeteli e imparerete molto.

ciao,

guana.