“Sostiene Pereira” di Antonio Tabucchi

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Non sono un abitudinario della lettura. Insomma potrei fare di meglio ma pochi gionri fa mi è stato consigliato questo romanzo. Mi sono trovato a leggerlo e lo giudicherei stupendo per la facilità con la quale si legge, per l’interesse che suscita, per il contesto storico! Insomma lo consiglierei a tutti i lettori del blog.

Il romanzo è ambientato a Lisbona nel 1938, in pieno regime salazarista. Pereira è un giornalista che ha abbandonato la cronaca nera per dirigere la rubrica letteraria di un quotidiano della città, il Lisboa. È un uomo quieto, senza idee politiche, dedito solo alla letteratura, quella francese in particolare, e al ricordo di sua moglie, morta da qualche anno, al cui ritratto continua a parlare ogni giorno.

Tutto viene sconvolto quando un giovane, Monteiro Rossi, gli chiede un posto di lavoro. Pereira lo prende in prova, e gli propone di scrivere dei “coccodrilli” (necrologi di personaggi celebri ancora in vita, scritti in anticipo in modo da essere pronti in caso di morte del soggetto): Monteiro, invece di scrivere i coccodrilli prescritti, ne scrive altri, come quello di Gabriele D’Annunzio, di cui attacca con ferocia l’adesione al Fascismo. Si tratta di articoli scomodi, pericolosi addirittura.

Pereira è combattuto tra il desiderio di aiutare Monteiro Rossi e quello di non essere coinvolto nelle questioni politiche sollevate dal giovane: potrebbe essere conivolto anche lui.

Pian piano, Pereira scopre la realtà del regime in cui vive, le violenze, il clima di intimidazione, la censura cui è sottoposta la stampa, tutte cose cui non aveva fino ad allora fatto caso, isolato com’era dalla vita reale, concentrato solo sul pensiero della moglie, sulla letteratura e sulla paura della morte.

Poco tempo dopo Pereira conosce Cardoso, un medico di una clinica talassoterapeutica che gli confida il proposito di abbandonare il Portogallo per la Francia, ideale di libertà. Pereira parla con Cardoso del senso di inquietudine che prova da un po’ di tempo, e Cardoso gli espone una propria teoria sulla confederazione delle anime: ognuno, secondo questa teoria, ha non una, ma molte anime,su cui domina un io egemone; talvolta può accadere che un’altra anima prenda il sopravvento, determinando così una vera e propria metamorfosi; l’inquietudine di Pereira potrebbe essere quindi il preludio di un grande cambiamento.

Monteiro Rossi verrà ucciso dalla polizia politica (possono esserci dei dubbi poiché gli uccisori non avevano segni di riconoscimento) in casa di Pereira. Da questo delitto Pereira trarrà la forza per agire: con un trucco azzardato, riuscirà a far pubblicare sul proprio giornale un lungo articolo di denuncia dell’omicidio e del regime, per poi fuggire dal Portogallo e dalla quiete di allora.

Pereira ha finito per seguire quello che viene chiamato nel libro “le ragioni del cuore”. Dando ragione a Pascal “Il cuore ha le sue ragioni che la ragione ignora”.

ciao,
guana.