Oggi sono lieto di presentare, qui nel mio blog, un articolo scritto dal mio amico Alessandro Fusco eletto Vice- Presidente della II° circoscrizione ad Ancona ed appartenente al gruppo dell’Italia dei Valori di Ancona.

SCUDO FISCALE

e l’opposizione è di nuovo la stampella del governo.

di Alessandro Fusco.

Il 2 Ottobre 2009, la camera ha approvato con soli 20 voti si scarto, il decreto contenente lo “scudo fiscale”. Vorrei ricordare che il Governo per far passare tale provvedimento è dovuto ricorrere al voto di fiducia e questo significa due cose, innanzitutto che le opposizioni, con la loro assenza (23 PD, 6 UdC, 1 IdV),hanno fatto si che tale provvedimento passasse, ma significa soprattutto che, le opposizioni, ed in particolare il PD, hanno volontariamente tenuto in vita il Governo Berlusconi.
E’ noto infatti che allorquando viene posta la fiducia su una legge, su un decreto, ecc..,si fa dipendere la permanenza del governo stesso, dall’approvazione di quella legge o di quel decreto. Ecco quindi che la presenza dell’opposizione in aula oltre al non accoglimento dello scudo fiscale, avrebbe consentito all’Italia di liberarsi del Governo Berlusconi, e conseguentemente si sarebbe tornati molto probabilmente alle urne.
Non si capisce quindi perchè il centro-sinistra ha per l’ennesima volta, come era successo precedentemente negli anni passati, voluto tenere in vita questo governo, non si capisce come possono i vari Bersani, Franceschini e Dalema, ripetere continuamente che in Italia c’è bisogno di una vera opposizione, e poi non si presentano per votare il provvedimento più importante della legislatura, nè si preoccupano di far votare gli altri parlamentari del loro partito.
Ma veniamo ora al comportamento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il quale si è affrettato a promulgare una legge passata per soli 20 voti. Occorre soffermarsi un attimo su un dato molto importante, nonostante il Governo avesse messo la fiducia su questo provvedimento, con lo scopo di ricompattare la maggioranza, , erano presenti in aula solo 213 su 269 parlamentari del Popolo della libertà. Questo significa che lo scudo fiscale, non aveva un largo appoggio neppure tra le file del centro-destra.
Ora considerata questa premessa, è evidente che se il Presidente della Repubblica, avesse rimandato il decreto alle Camere, il governo molto probabilmente non avrebbe avuto la forza di riproporlo nuovamente, vista e considerata la scarsa maggioranza ottenuta precedentemente, solo dopo il ricorso al voto di fiducia e solo grazie alle assenze delle opposizioni.
Quindi a me pare che la firma del Presidente della Repubblica, sia stata una scelta avente come scopo quello di rendere subito esecutivo un provvedimento che altrimenti non sarebbe più passato, e non invece come è stato affermato dallo stesso Napolitano, una scelta forzata.
Lascio a voi le conclusioni

articolo di Alessandro Fusco (http://agora-alessandro.blogspot.com/)

ciao,

guana.