..della serie : ” Anch’ io sono capace così !”.

E’ proprio vero; a vedere quello che sta facendo lo psiconano al governo mi verrebbe da dire: “Così tutti son buoni”. Ragazzi, sto facendo riferimento alla riforma della giustizia (se si può parlare di riforma vera e propria) o meglio del tanto discusso “Processo Breve”.

Processo breve. Insomma, il concetto è molto piu complesso di quello che sembra o meglio di quello che ci vogliono far credere. Come sempre, il governo, ci presenta i loro piani diabolici sotto forma di proposte di legge necessarie al paese. E come sempre, per mezzo dell’ausilio della televisione e parte della stampa, utilizzata come una sorta di orologio incantatore, imbambola e convince la gente più debole e meno informata.

Effettivamente il paese ha bisogno di una riforma della giustizia. Fin qui ci siamo. Ma che significa riformare il sistema giustizia secondo il buon senso? A mio modestissimo parere significa eliminare o diminuire molte delle difficoltà che attanagliano l’amministrazione della giustizia. Ma come, in che modo? Semplice: Aumentando i fondi provenienti dallo stato, aumentando il personale senza il quale i magistrati (come avviene adesso) non possono procedere spediti nel loro lavoro, aumentando il numero stesso di magistrati soprattutto nelle sedi più difficili come ad esempio in sicilia, campania, calabria.

Ecco, io sono uno che di giurisprudenza non se ne indente per niente, sta di fatto che quando cerco di ascoltare un dialogo in “legalese” anche relativamente semplice subito mi perdo con lo sguardo nel vuoto. Con questo intendo dire che per capire queste cose, non è necessario averci una laurea in giurisprudenza, basta un po’ di sano buon senso e senso civile per rendersi conto di quello che serve veramente alla giustizia.

Appunto, stavamo parlando di buon senso. A questo punto del post mi resta alquanto difficile ricollegare il senso civile al lavoro del governo. Ritorniamo alla riforma proposta dal governo, più che “processo breve” si potrebbe benissimo rinominare riforma “ammazza processi” o meglio “salva Berlusca”. Ma di cosa si tratta? Prestate attenzione:

Secondo il maxiemendamento per i reati la cui pena è inferiore ai 10 anni il processo di primo grado è estinto se dura piu di 3 anni. Quello d’appello deve durare non più di 2 anni e quello in Cassazione non più di un anno e mezzo. Per i reati la cui pena è superiore ai 10 anni di reclusione, i processi muoiono ( o meglio vengono ammazzati, soppressi, insomma non esistono più) dopo 4 anni se sono in primo grado, 2 anni se e 1 anno e mezzo se in Appello o Cassazione. Per i processi di mafia, il concetto rimane lo stesso solo che gli anni aumentano lievemente prima che il processo può essere cancellato.

A questo punto, inviterei i gentili lettori del blog a prendere in considerazione quindi a rileggere e quindi confrontare le due parti di testo in grassetto di prima e trarre delle conclusioni.

Leggendo la riforma del governo si può pensare subito a come il nostro presidente del consiglio possa aver studiato tutto per produrre tale proposta. E’ troppo chiaro. Non c’è niente di più semplice. Un bel giorno si è reso conto che è presidente del consiglio, ha aperto la sua agenda, ha preso nota di tutte le date dei suoi prossimi processi ( processo Mills e Mediaset) ed ha pensato di architettare un semplice stratagemma per evitare di essere processato e quindi condannato, visto che la questione dell’immunita non è che gli sia andata a genio. Guarda caso i termini per la sospensione dei processi previsti dalla sua riforma coincidono perfettamente con i suoi processi. Insomma se la riforma diventasse legge i suoi processi verrebbero cancellati nel nulla. Ma va? Ma guarda un po’ il caso!

E poi dice che uno non di deve incazzare, altro che No B Day, ci vorrebbe ben altro. Aveva ragione un tipo che 50 anni fa andava in giro a cuba col basco incazzato nero e lottando contro le ingiustizie del potere.

ciao,

guana.