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Salvatore Borsellino e Gioacchino Genchi: “Resistenza ! “

Incontro con Genchi e Borsellino all’aula magna della Facoltà di Ingegneria di Ancona.

Ieri sera dalle 15,30 fino alle 19,50 si è tenuto l’incontro con questi due personaggi simbolo di legalità e giustizia che lottano ogni giorno per restituire dignità a questo nostro disgraziato Paese.

Gioacchino Genchi è Vice questore di Palermo e Consulente informatico di Falcone e Borsellino, e come tutti bene sapete Salvatore Borsellino è il fratello di Paolo Borsellino. Gioacchino Genchi riveste attualmente il ruolo di vice-questore di Palermo: è stato ed è coinvolto nelle indagini più scottanti della Seconda Repubblica in qualità di consulente informatico (collaboratore di Falcone e Borsellino, De Magistris ecc..). Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo ammazzato a Palermo il 19 luglio 1992, si dedica attivamente alla sensibilizzazione riguardo il contrasto della criminalità organizzata, malgoverno e collusioni tra politica e mafia.

“Resistenza ! “. Questa è la parola che a gran voce Salvatore Borsellino ha urlato a fine conferenza, con la famosa agenda rossa in mano alzata verso l’alto, come se questo dovesse serveire a rompere il silenzio delle nostre coscienze nella ricerca di verità. Verità su cui aleggiano molte ombre che lasciano spazio solo ad oscuri interrogativi. Via D’Amelio ed il sospetto di una strage di stato costruita con cura da mafia, istituzioni e servizi segreti ne è un esempio.

E’ stato presentato, inoltre, il libro di Genchi: “Il caso Genchi: storia di un uomo in balia dello Stato” di Edoardo Montolli. Penso che sia un bellisimo testo da leggere assolutamente, in quanto , come è stato riferito ieri dallo stesso Genchi, andando avanti con la lettura, vengono a galla i nomi e cognomi. Un materiale del tutto inedito e così scottante da poter riscrivere gli ultimi vent’anni della storia d’Italia: da Tangentopoli alle scalate bancarie, dai grandi crac ai processi clamorosi. Fino alle stragi del 1992 e 1993. Dalle agende di Falcone agli ultimi due giorni di vita di Borsellino, con elementi completamente nuovi che aprono enormi squarci nelle istituzioni. Ma non con teorie o teoremi. Con dati. Fatti. Indagini e amicizie impensabili, uno scioccante dietro le quinte della politica che porta alle origini della seconda Repubblica.

Riporto nel blog alcuni video fatti ieri sera all’incontro all’aula magna di ingegneria:

ciao,

guana.

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Libro del mese #3 – “Sostiene Pereira” – Antonio Tabucchi

“Sostiene Pereira” di Antonio Tabucchi

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Non sono un abitudinario della lettura. Insomma potrei fare di meglio ma pochi gionri fa mi è stato consigliato questo romanzo. Mi sono trovato a leggerlo e lo giudicherei stupendo per la facilità con la quale si legge, per l’interesse che suscita, per il contesto storico! Insomma lo consiglierei a tutti i lettori del blog.

Il romanzo è ambientato a Lisbona nel 1938, in pieno regime salazarista. Pereira è un giornalista che ha abbandonato la cronaca nera per dirigere la rubrica letteraria di un quotidiano della città, il Lisboa. È un uomo quieto, senza idee politiche, dedito solo alla letteratura, quella francese in particolare, e al ricordo di sua moglie, morta da qualche anno, al cui ritratto continua a parlare ogni giorno.

Tutto viene sconvolto quando un giovane, Monteiro Rossi, gli chiede un posto di lavoro. Pereira lo prende in prova, e gli propone di scrivere dei “coccodrilli” (necrologi di personaggi celebri ancora in vita, scritti in anticipo in modo da essere pronti in caso di morte del soggetto): Monteiro, invece di scrivere i coccodrilli prescritti, ne scrive altri, come quello di Gabriele D’Annunzio, di cui attacca con ferocia l’adesione al Fascismo. Si tratta di articoli scomodi, pericolosi addirittura.

Pereira è combattuto tra il desiderio di aiutare Monteiro Rossi e quello di non essere coinvolto nelle questioni politiche sollevate dal giovane: potrebbe essere conivolto anche lui.

Pian piano, Pereira scopre la realtà del regime in cui vive, le violenze, il clima di intimidazione, la censura cui è sottoposta la stampa, tutte cose cui non aveva fino ad allora fatto caso, isolato com’era dalla vita reale, concentrato solo sul pensiero della moglie, sulla letteratura e sulla paura della morte.

Poco tempo dopo Pereira conosce Cardoso, un medico di una clinica talassoterapeutica che gli confida il proposito di abbandonare il Portogallo per la Francia, ideale di libertà. Pereira parla con Cardoso del senso di inquietudine che prova da un po’ di tempo, e Cardoso gli espone una propria teoria sulla confederazione delle anime: ognuno, secondo questa teoria, ha non una, ma molte anime,su cui domina un io egemone; talvolta può accadere che un’altra anima prenda il sopravvento, determinando così una vera e propria metamorfosi; l’inquietudine di Pereira potrebbe essere quindi il preludio di un grande cambiamento.

Monteiro Rossi verrà ucciso dalla polizia politica (possono esserci dei dubbi poiché gli uccisori non avevano segni di riconoscimento) in casa di Pereira. Da questo delitto Pereira trarrà la forza per agire: con un trucco azzardato, riuscirà a far pubblicare sul proprio giornale un lungo articolo di denuncia dell’omicidio e del regime, per poi fuggire dal Portogallo e dalla quiete di allora.

Pereira ha finito per seguire quello che viene chiamato nel libro “le ragioni del cuore”. Dando ragione a Pascal “Il cuore ha le sue ragioni che la ragione ignora”.

ciao,
guana.

Senza perdere la tenerezza

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Ernesto Che Guevara, un uomo un mito, una leggenda. Oggi,  primo maggio colgo l’occasione per presentare la sua biografia “Senza perdere la tenerezza”. Lo lessi 5 anni fa. Mi resi conto che dietro quel rivoluzionario, duro e apparentemente senza scrupoli si nascondeva effettivamente un uomo con tutte le sue emozioni e paure. Un libro, una vita, una storia da cui imparare molto. “Senza Perdere la tenerezza” scritto da Paco Ignacio Taibo II  una biografia che spiega il personaggio per mezzo  dei fatti realmente accaduti. L’autore ricostruisce, infatti, le grandi direttrici della vita de Che, ma anche gli episodi minuti, tentando di ricostruire il profilo di un uomo più complesso di quello abitualmente conosciuto.

Consiglierei inoltre, dal 30 aprile di andare al cinema a vedere il film sul Che “Che Guerriglia” di seguito il trailer:

“Prefiero morir de pie a vivir arrodillado”

ciao,

guana.


Io, me, Guana e Darwin. Buon compleanno Darwin!!!

Io, me, Guana e Darwin (minkia quanta gente).Buon compleanno Darwin!!!

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Il 12 febbraio 1809 nasceva Charles Robert Darwin.

Il 12 febbraio 1982 nascevo io.

Darwin oggi ha 200 anni. Io oggi ne compio ben 27.

Beh.. questa potrebbe essere una misera consolazione per il  fatto che sono ancora giovane in confronto a lui rapportando l’eta ( della serie… mi arrampico sugli specchi) .  Ebbene sì, la data di compleanno è l’unica cosa che mi accomuna al mitico Charles. Che onore!

Mi ricordo che per il mio compleanno, all’eta di 12 anni, mi regalarono il suo libro ” L’evoluzione della specie”, che combinazione !!!. La selezione naturale e comunque la biologia mi hanno insegnato “molte cose”. In quel periodo, dunque, mi appassionai alla biologa e all’archeologia, non so perchè ma collezionavo tutto quello che riguardava fossili, sassi, minerali ecc…Facevo puntualmente incazzare mia mamma perchè  riportavo casa di pietre strane e pseudo-fossili trovati nelle fogne del paese. Avevo un’idea fissa, quella di diventare un fururo biologo come Charles. A scuola, mi ricordo, portavo il piccolo chimico, facevo saltare la cattedra della maestra con il cloruro di sodio e sparavo cazzate sulle cartine tornasole. La maestra mi faceva i complimenti ma solo adesso ho capito che era  per pura compassione. Sì, dicevo “da grande sarò un grande biologo”. Eh si, infatti, oggi all’età di 27 anni ho proprio preso quella strada. Ingegneria Informatica. Della serie il genio del biologo si vedeva già da bambino!

Comunque oggi non potendo fare gli auguri a me stesso (by myself). Colgo l’occasione di questo post per fare gli auguri a Charles Darwin.

Auguri Charles!!!!

ciao,

guana.


«Cavaliere, dove ha preso i soldi?»

Avevo 19 anni, stavo facendo la spesa in un supermercato, passando davanti allo scaffale dei libri in vendita, mi capitò di vedere l’immagine di Silvio Berlusconi stampata su di un libro. Non c’è niente da fare, non è piacevole dirlo, ma l’immagine del Berlcusca, purtroppo, attira sempre l’attenzione di tutti ,nel bene e nel male….più nel male da parte mia. Quel giorno anche io ne fui attratto. Mi avvicinai al libro e incuriosito ne lessi la presentazione. L’odore dei soldi era il titolo, scritto da Marco Travaglio.

In quel periodo non mi interessavo di politica, diciamo che anche adesso non è che sono informatissimo ma penso di aver imparato qualcosa dai quei pochi libri che ho letto di Travaglio. Imparato a distinguere quelli che sono la falsità, la corruzione, l’egoismo dal buon senso e dalla onestà di fare politica di certi personaggi.

Comprai il libro, perchè inconsciamente sapevo che dietro quella figura da uomo per bene e amico di tutti si nascondeva qualcosa di losco e misterioso. Parlando in questo modo posso apparire un po’ esagetato ma vi assicuro che se leggrete il libro vi renderete conto che sono stato anche troppo traqnuillo nel descrivere il berlusca.

Il libro comincia con la domanda «Cavaliere, dove ha preso i soldi?», per affrontare la questione sulle origini delle sue fortune. Ed è proprio con quella domanda che Travaglio riesce a mettere in evidenza e far luce su quel misterioso filo conduttore che lo porterà inevitabilmente a parlare di mafia. Si avete capito bene MAFIA!!. Leggetelo e aprite gli occhi !!

Il libro divenne famoso un mese dopo la sua uscita nelle librerie, quando, il 14 Marzo 2001, Daniele Luttazzi invitò Marco Travaglio a Satyricon, un programma della RAI che andava in onda in seconda serata. Se vi interessa vederlo ho postato dei video su questo blog nella sezione “pagine del blog”.

Dopo alcuni anni, avendo acquistato molta stima nei confronti del lavoro di ricerca che aveva svolto Marco Travaglio, uscì l’altro libro “Gli Intoccabili”. Lo comprai ad occhi chiusi.

Ebbene si, tema centrale anche di questo libro, la mafia. Badate bene, l’argomento è la mafia ma non aspettatevi che si parli principalente di Totò Riina, e di tutti i boss mafiosi. I “protagonoisti” del libro udite udite sarannon niente popo di meno che Andreotti, Craxi e compagnia bella (e qui aggiungerei boss mafiosi anche loro).

Dalla lettura emerge una ferma e documentatissima condanna dell’orribile passato della classe politica italiana. Puntuale e precisa anche la ricostruzione dei sette anni in cui il ruolo di procuratore della repubblica di Palermo fu ricoperto da Gian Carlo Caselli. Questo libro fa davvero paura! La storia degli ultimi 30 anni del nostro paese, politici e boss mafiosi a braccetto, a fare comunella. Gli incontri di Andreotti in sicilia con numerosi esponenti mafiosi, le stragi di Capaci e via D’Amelio , di Milano Firenze e Roma, il caso Dell’Utri salvato dal carcere dalla camera con i voti del centrosinistra e molto altro ancora.

Ogni parola aggiunta come commento a questi libri sarebbe inutile. Leggeteli e imparerete molto.

ciao,

guana.