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Alimentazione: Quello che non sappiamo…

Riporto un articolo del sito http://www.losai.eu riguardante l’alimentazione e ciò che non sappiamo e che per ovvie ragione non ci dicono…

Un cardiochirurgo di fama mondiale ci illumina su ciò che provoca realmente le malattie cardiache


“Noi medici con tutta la nostra formazione, la conoscenza e l’autorità spesso acquisiamo un ego piuttosto grande che tende a rendere difficile ammettere che abbiamo torto. Così, eccomi qui. Ammetto di aver sbagliato. Da cardiochirurgo con 25 anni di esperienza, dopo aver effettuato oltre 5.000 interventi chirurgici a cuore aperto, oggi è il mio giorno per riparare al torto fatto come medico e scienziato.

Ho studiato per molti anni con altri medici importanti etichettati come “opinion makers” (autorità del settore). Bombardati continuamente dalla letteratura scientifica, frequentando seminari di formazione, noi professionisti, abbiamo insistito che le malattie cardiache sono semplicemente il risultato della presenza di colesterolo nel sangue.

L’unica terapia accettata era prescrivere farmaci per abbassare il colesterolo e una dieta che limita fortemente l’assunzione di grassi. La limitazione di quest’ultimo, naturalmente, abbiamo creduto potesse far abbassare il colesterolo e quindi le malattie cardiache. Deviazioni da queste raccomandazioni sono sempre state considerate eresia e potrebbero apparire come negligenza medica.

Non funziona!

Queste raccomandazioni non sono più scientificamente e moralmente difendibili. La scoperta pochi anni fa che l’infiammazione della parete arteriosa è la vera causa delle malattie cardiache, sta lentamente portando ad un cambiamento di paradigma nel modo in cui le malattie cardiache e altre malattie croniche saranno curate.

Le raccomandazioni dietetiche, a lungo termine, hanno creato epidemie di obesità e diabete, le cui conseguenze fanno impallidire qualsiasi piaga storica in termini di mortalità, sofferenza umana e disastrose conseguenze economiche.

Nonostante il fatto che il 25% della popolazione prende costosi farmaci che contengono statine e nonostante il fatto che abbiamo ridotto il contenuto di grassi della nostra dieta, più americani moriranno quest’anno di malattie cardiache rispetto al passato.

Le statistiche dell’American Heart Association mostrano che 75 milioni di americani soffre di malattie cardiache, 20 milioni hanno il diabete e 57 milioni hanno pre-diabete. Questi disturbi colpiscono le persone sempre più giovani in numero maggiore ogni anno.

In poche parole, senza un’infiammazione presente nel corpo, non c’è modo che il colesterolo si accumuli sulla parete del vaso sanguigno causando così malattie cardiache e ictus.
Senza l’infiammazione, il colesterolo è libero di muoversi in tutto il corpo come natura vuole. E’ l’infiammazione che causa l’accumulo di colesterolo.

L’infiammazione non è una cosa complicata – è semplicemente una difesa naturale del corpo ad un invasore estraneo, come tossine, batteri o virus. Il processo di infiammazione è perfetto nel modo in cui protegge il corpo da questi invasori batterici e virali. Tuttavia, se esponiamo frequentemente il corpo ai danni da tossine o alimenti che il corpo umano non è stato progettato per elaborare, si verifica una condizione chiamata infiammazione cronica. L’infiammazione cronica è nociva tanto quanto l’infiammazione acuta è benefica.

Quale persona ragionevole vorrebbe intenzionalmente esporsi ripetutamente ad alimenti o altre sostanze che sono note per causare lesioni al corpo? Beh, forse i fumatori, ma almeno hanno fatto questa scelta volontariamente.

Il resto di noi ha semplicemente seguito i consigli della dieta tradizionale a basso contenuto di grassi e ad alto contenuto di grassi polinsaturi e carboidrati, non sapendo che stavamo causando lesioni ripetute ai nostri vasi sanguigni. Queste lesioni creano un’infiammazione cronica che porta a malattie cardiache, ictus, diabete e obesità.

Lasciatemelo ripetere: le lesioni e l’infiammazione dei nostri vasi sanguigni sono causate dalla dieta a basso contenuto di grassi raccomandata per anni dalla medicina tradizionale.

Quali sono i maggiori colpevoli dell’infiammazione cronica? Molto semplicemente, sono il sovraccarico di carboidrati semplici e altamente trasformati (zucchero, farina e tutti i prodotti derivati) e l’eccessivo consumo di omega-6, oli vegetali come soia, mais e girasole, che si trovano in molti alimenti trasformati.

Provate a pensare di strofinare ripetutamente con una spazzola rigida la nostra pelle morbida finché non diventa tutta rossa e quasi sanguinante. Pensate di fare questo più volte al giorno, tutti i giorni per cinque anni. Se si potesse sopportare questa dolorosa spazzolatura, si arriverebbe ad avere un’area gonfia, sanguinante e
infetta che si aggrava dopo ogni ripetuto attacco. Questo è un buon modo per visualizzare il processo infiammatorio che potrebbe essere in corso nel vostro corpo in questo momento.

Il processo infiammatorio è lo stesso, indipendentemente da dove avviene, esternamente o internamente. Io ho guardato dentro migliaia e migliaia di arterie. La parete di un’arteria malata fa pensare proprio a qualcuno che la abbia ripetutamentestrofinata con una spazzola. Più volte al giorno, ogni giorno, i cibi che mangiamo creano piccole ferite che si aggiungono a ferite, stimolando l’organismo a rispondere in modo continuo all’infiammazione.

Mentre noi assaporiamo il gusto di un dolce appena cotto, il nostro corpo risponde in modo allarmante, come se un invasore straniero fosse arrivato a dichiarare guerra. Gli alimenti carichi di zuccheri e carboidrati semplici o elaborati con oli omega-6 per la lunga conservazione, sono stati il pilastro della dieta americana per sei decenni. Questi alimenti hanno lentamente avvelenato tutti.

Come mai mangiando un semplice dolce l’infiammazione aumenta fino a farti male?

Immaginate di versare dello sciroppo sulla vostra tastiera e di avere una visuale di ciò che avviene all’interno. Quando consumiamo carboidrati semplici come lo zucchero, lo zucchero nel sangue aumenta rapidamente. In risposta, il pancreas secerne insulina il cui scopo primario è quello di guidare lo zucchero in ogni cellula in cui c’è fabbisogno di glucosio. Se la cellula è piena e non necessita di glucosio, lo zucchero in eccesso viene respinto per evitare di inceppare il meccanismo.

Quando le cellule già sature rifiutano il glucosio extra, lo zucchero nel sangue aumenta, viene prodotta più insulina e il glucosio viene convertito in grasso immagazzinato.

Cosa ha a che fare tutto questo con l’infiammazione? Il livello di glucosio viene controllato in un intervallo molto breve. Le molecole di zucchero in eccesso si uniscono ad una varietà di proteine che a loro volta vanno a colpire la parete del vaso sanguigno. Questo danno ripetuto alla parete del vaso sanguigno scatena l’infiammazione. Quando si supera il livello di zuccheri nel sangue più volte al giorno, ogni giorno, è esattamente come prendere della carta vetrata e strofinarla nei tuoi delicati vasi sanguigni.

Anche se non sei in grado di vederlo, ti assicuro che è così. L’ho visto in più di 5.000 pazienti sottoposti ad intervento chirurgico in 25 anni, che hanno tutti un denominatore comune – l’infiammazione delle loro arterie.

Torniamo al nostro dolce. Questo apparentemente innocente cibo, non contiene soltanto zuccheri, viene cotto in uno dei tanti oli omega-6 come la soia. Le patatine fritte sono immerse in olio di soia, prodotti alimentari trasformati sono realizzati con oli omega-6 per aumentare la durata di conservazione. Gli omega-6 sono essenziali: sono parte di ogni membrana cellulare e controllano ciò che accade dentro e fuori la cellula – però devono essere nel giusto equilibrio con gli omega-3.

Se l’equilibrio si sposta in un eccessivo consumo di omega-6, la membrana della cellula produce sostanze chimiche chiamate citochine che causano direttamente l’infiammazione.

La dieta americana tradizionale di oggi ha prodotto uno squilibrio estremo di questi due grassi. Il rapporto di squilibrio è nell’intervallo da 15:1 ad un massimo di 30:1 a favore degli omega-6. Questo indica l’enorme quantità di citochine che causano l’infiammazione. Un giusto, ottimale e sano equilibrio nell’alimentazione, sarebbe un rapporto 3:1.

A peggiorare le cose, l’eccesso di peso provocato da questi alimenti crea cellule di grasso sovraccaricate che a loro volta riversano grandi quantità di sostanze pro-infiammatorie che vanno ad aggiungersi ai danni causati dalla presenza di zucchero nel sangue. Il processo che è iniziato con un piccolo dolce si trasforma in un circolo vizioso nel corso del tempo, portando a problemi cardiaci, pressione alta, diabete e infine, il morbo di Alzheimer, mentre l’infiammazione continua senza sosta.

Non può sfuggire il fatto che più si consumano cibi preparati e trasformati, più agiamo sull’interruttore dell’infiammazione giorno dopo giorno. Il corpo umano non è in grado di elaborare, né è stato progettato per consumare, cibi ricchi di zuccheri e imbevuti di oli omega-6.

C’è solo un modo per spengere l’infiammazione; tornare ai cibi più vicini al loro stato naturale. Per nutrire i muscoli, mangiare più proteine. Scegliere i carboidrati che sono molto complessi, come frutta e verdura. Ridurre o eliminare i grassi omega-6 come l’olio di mais e di soia e gli alimenti trasformati che causano l’infiammazione.

Un cucchiaio di olio di mais contiene 7280 mg di omega-6; uno di soia contiene 6.940 mg. E’ più salutare usare l’olio di oliva o burro da bovini allevati a fieno.

I grassi animali contengono meno del 20% di omega-6 e hanno molte meno probabilità di provocare una reazione infiammatoria rispetto agli oli polinsaturi apparentemente etichettati come sani. Dimenticate la “scienza” che vi è stata inculcata nella testa per decenni. La scienza che afferma che i grassi saturi provocano malattie cardiovascolari, non dice il vero. Il pensiero scientifico che dice che i grassi saturi aumentano il colesterolo nel sangue non è attendibile. Dal momento che ora sappiamo che il colesterolo non è la causa di malattie cardiache, la paura dei grassi saturi è ancora più assurda oggi.

La teoria sul colesterolo ha portato alle diete senza grassi, o a basso contenuto di grassi, creando cibi che stanno provocando un’epidemia di infiammazione. La Medicina tradizionale ha commesso un terribile errore quando ha consigliato di evitare i grassi saturi a favore di cibi ricchi di grassi omega-6. Ora abbiamo un’epidemia di infiammazione arteriosa che porta a malattie cardiache e ad altri “assassini silenziosi”.

Ciò che si può fare è scegliere alimenti integrali “della nonna” e non quelli trasformati e lavorati, che oggi “la mamma” acquista nelle grandi catene alimentari. Eliminando gli alimenti che provocano infiammazione e con l’aggiunta di sostanze nutritive essenziali da prodotti alimentari freschi e non lavorati, si invertirà il processo di anni di nutrizione sbagliata e conseguentemente, i danni alle arterie.

Il Dr. Dwight Lundell è stato a capo del personale e Primario di Chirurgia all’Heart Hospital Banner, Mesa, AZ. Il suo studio privato, Cardiac Care Center si trova a Mesa, AZ. Recentemente il dottor Lundell ha abbandonato la pratica chirurgica per concentrarsi sul trattamento nutrizionale delle malattie cardiache. Egli è il fondatore della Healthy Humans Foundation che promuove la salute umana con particolare attenzione su come aiutare le grandi aziende a promuovere il benessere. Egli è anche l’autore di The Cure for Heart Disease e The Great Cholesterol Lie.

Tradotto da: “La Leva di Archimede”

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Bench Press

Tentativi di bech press:

La panca, uno dei tre esercizi fondamentali del powerlifting. Ovviamente gli altri due li conoscete fin troppo bene…

Assicuratevi che la vostra palestra abbia una panca non troppo alta. E quindi:

Sdraiatevi sulla panca ed iniziate a farlo appoggiando i piedi a terra con i talloni ben piantati al suolo gambe larghe sufficientemente tanto quanto la larghezza delle vostre spalle. Appoggiate la schiena  sulla panca avendo cura di trovare una posizione tale da consentirvi di addurre la spalle per poi aver la possibilità di appoggiarle sulla panca. Ricordate che questa posizione con le spalle addotte è estremamente importante al fine di salvaguardare le spalle stesse e di mantenere una posizione di assoluta stabilità. Impugnate il bilencere con una presa più che decisa stando attenti però di avere una presa abbastanza larga in modo tale che gli avambracci sia perpendicolari alla linea del pavimento quando si è in fase eccentrica o negativa del movimento. Già prima dello stacco del bilancere inziate ad assumere una posizione di massima stabilità con tutto il corpo. Una catena resistente con nessuno anello debole! Spingete con i talloni a terra, la pressione dovrà iniziare a stimolare leggermente il quadricipite. Quindi assumento questa posizione: scapole addotte, presa salda sul bilancere, piedi ben piantati a terra, la schieda di conseguenza dovrà assumere una posizione di leggero inarcamento nella parte lombare. Posizione della schiena quest’ultima, del tutto naturale, non forzata, che dovrà essere mantenuta durante tutto l’arco del movimento. State attenti a non alzare troppo il sedere e  mantenere le anche non troppo basse e sempre in linea con il sedere, mai al di sotto. Se ciò così non fosse ci si ritroverebbe con un inarcamento del lombare eccessivo che metterebbe sotto forte stress quella zona della schiena. Quindi talloni a terra, anche parallele in linea con il sedere, leggero inarcamento naturale del lombare dovuto anche alle spalle addotte e petto leggermente in fuori. Una volta assunta questa posizione si parte staccando il bilancere…

Siamo pronti, ricordiamo brevemente la posizione di startup descritta nel precedente post: Piedi ben fissati a terra e i talloni che iniziano a spingere, gambe leggermente divaricate tanto quanto la larghezza delle spalle, quadricipiti stimolati per la pressione dei talloni, sedere appoggiato sulla panca e mai sollevato, leggero inarcamento naturale del lombare dovuto ad una posizione addotta delle spalle che appoggiano sulla panca e dal petto in fuori; presa delle mani sul bilancere in modo tale da pemettere agli avambracci di trovarsi poi in posizione perpendicolare quando “si va giù;  mani che stringono forte il bilancere come a stritolarlo ed infine corpo rigido. Fate un bel respiro profondo, isolatevi dall’ambiente che vi circonda e concentratevi solo sul movimento. Staccate. Nello stacco gli occhi dovrebbero trovarsi in linea con il bilancere. Esercitate una pressione maggiore con i talloni e mantenete la posizione. Fermatevi due secondi col peso in alto. In questa fase dovrete serrare i gomiti in maniera tale da creare una base solida per sostenere il peso. Trattenete il respiro e iniziate la ripetizione. Quando si va giù, il petto deve andare incontro al bilancere mentre le spalle mantengono la stessa posizione di partenza, ovvero addotte e ben appoggiate alla panca. Contemporaneamente i gomiti seguiranno una traiettoria xyz che permetta a questi ultimi sia di avvicinarsi al busto “x”, sia di muoversi in direzione dei piedi (in avanti) “y” ed infine anche di scendere dall’alto in basso fino  toccare il petto “z”. Uno spostamento XYZ sul piano insomma. Personalmente trovo questo movimento delle braccia utilissimo al fine di salvaguardare le spalle, di controllare meglio il movimento reclutanto maggiormanete tutti i muscoli in negativa e quindi di prepararsi maggiormente alla successiva fase di spinta del movimento.

Quindi un movimento  controllato fino a toccare il petto all’altezza dei capezzoli o forse poco piu in basso. Bene, a questo punto evitate il rimbalso e cercato di fare il fermo di almeno di un secondo.  Quindi risalite. In fase concentrica o positiva il movimento sarà “esplosivo” mantenendo contemporaneamente la stabilità su tutto il corpo. In questa fase dovrete stimolare il sistema nervoso centrale al massimo per poter reclutare tutte le fibbre muscolari. Al fine di ciò dovrete spingere ancor più con i talloni andando a coinvolgere anche i quadricipiti delle gambe (leg drive). Sotto massimo sforzo bisognerebbe stare attenti a non sollevare il sedere e mantenere sempre i talloni piantati a terra mentre il bilancere sale. La sensazione che bisognerebbe provare è quella di sprofondare con il dorso dentro la panca. Chiudete la ripetizione.. et voilà.

Ciao,

guana.

Posso adattare il BIIO al Powerlifting?

Bella domanda. Biio, breve, instenso , infrequente ed organizzato, allenamento  per il bodybuilding  si basa principalmente sullo sviluppo della forza per poi sfruttare i progressi di questa a favore dell’ipertrofia. Il gioco è sempre quello:  aumento la forza, ipertrofia , qualità e poi il ciclo ricomincia. Questo metodo di allenamento dedica due mesocicli o poco piu per lo sviluppo della forza (pura).I mesoclicli in questione sono composti da 2 micro di carico ed uno di scarico. In definitiva ci si allena per 4 mesocicli dedicando tutto il lavoro all’incremento della  forza. Nel biio generalmente un mesociclo dura poco piu di un mese se mediamente le sedute di allenamento sono 2 alla settimana. Considerando tempi di recupero di  vero hard-gainer, considerando l’alta intensita di allenamento, un sistema 2:1 sarebbe  l’ottimale. A fronte di questo si considera l’alta intensita come il principio cardine  di tutto l’allenamento. Tutte le schede, i tempi di recupero, le tipologie di esercizi ruotano attorno a questo ovvero a alla intensità. Ho provato il biio per 3 anni e devo dire che funziona alla grande. Ottimi risultati. C’è però da considerare che  qualsiasi allenamento con un minimo di ciclizzazione funziona sempre se prima non ci si è mai allenati. Ultimamente il mio intereresse però si sta spostando verso il Powerlifting. Per chi non lo sapesse nel PL ci si concentra esclusivamente sui tre esercizi principali ovvero Squat, Stacco e Panca.  Adesso come adesso passare dal Bodybuilding al Powerlifting  non mi è molto facile per via di molti fattori, però l’idea mi stuzzica eccome. Sicuramente a molti che si allenano col biio sarà balenato in esta l’idea di passare al powerlifting, suppongo e da qualche tempo anche al sottoscritto. Ma come si fa a passare dal biio al PL cosi in fretta? Ed ecco l’idea. Utilizzare il BIIO sfruttando il metodo per migliorare esclusivamente le tre alzate principali. Si può fare? Sinceramente ho delle idee su come modificare l’allenamento inserendo ad esempio qualche principio di accumulo , aumentare un po il volume a discapito dell’alta intensità utilizzare qualche sistema ad onde tipo 3-2-1 o addirittura inserire un bel ciclo russo al posto dei due meso di forza del biio. Beh sono idee da concretizzare e sicuramente per adesso non se ne parla.  Comuque sarebbe una bella cosa. Ci vediamo al prossimo articolo sul powerlifting per concretizzare un po queste ideuzze.

ciao,

guana.

Paleo Diet e BIIO

Paleodiea. La dieta del futuro viene dal nostro passato remoto: massa, dimagrimento e salute senza contare mai le calorie!

Che bel piatto di tagliatelle al ragù!. Non vi viene l’acquolina in bocca solo a guardarlo? Ecco, volete fare la paleodieta? Quel bel piatto….S C O R D A T E V E L O !!!!

Se la premessa non vi ha scoraggiato e nonostante state ancora leggendo allora siete sulla buona strada per intreprendere la dieta.

Dopo le tante considerazioni sulla politica italiana che spesso riporto nel blog (lo so “politica” in Italia è una parola grossa) , forse sarà anche il caso di cambiare per un po’ argomento. Quindi, quest’oggi presento un articolo del mitico Claudio Tozzi riguardante la cosidetta Paleodieta. Non aggiungo altro. Leggetelo con attenzione e fate mente locale. Chissà che sia il caso di cambiare stile di vita una volta per tutte?

Buona lettura:

Per decenni ci hanno riempito di fregnacce sull’ alimentazione, riso/pollo e riso/tonno per la massa, fette biscottate con marmellata la mattina per dimagrire, ingerire meno calorie di quelle che si assumuno e altre cose nazional-popolari alla Pippo Baudo. Ma la Paleo Diet di Loren Cordain distrugge tutti questi miti, partendo dalla storia della nostra evoluzione. Dopo averla letta, lascerete perdere per tutta la vita i “Porta a Porta” dedicati all’ alimentazione con i capelli e baffi grigi….

Generalmente tutto il mio lavoro è basato sullo studio dell’ evoluzione umana, come il mio BIIOSystem®, settato sui ritmi di caccia/riposo dei nostri antenati cacciatori-raccoglitori.

Ma per l’ alimentazione vale lo stesso discorso? La risposta è: assolutamente sì!

Per circa due milioni e mezzo di evoluzione umana passati a cibarsi di una determinata selezione in qualità e quantità di cibi ha modellato i nostri geni su una determinata dieta, basata essenzialmente su carne, pesce, frutta, verdura e frutta secca. Ma negli ultimi 10.000 anni l’ uomo ha introdotto l’ agricoltura (per motivi non ancora ben chiari) che ha portato all’ utilizzo anche di “nuovi cibi” come i cereali, i legumi, latte e derivati, mai ingeriti in precedenza da nessun essere umano, che hanno creato diabete, obesità, celichia, perdita di massa muscolare e ossea e tantissimi altri problemi.

Certo, per riconfigurare i nostri geni sui nuovi alimenti il nostro organismo dovrebbe farcela in almeno 20.000/30.000 anni, ma ci sarebbe un piccolissimo problema: ne sono passati “solo” 10.000…. Secondo Loren Cordain dell’ Università del Colorado, autore della Paleo Diet, il nostro patrimonio genetico è ancora in gran parte ottimizzato per rispondere in modo efficiente alla dieta paleolitica e dovremmo per questo motivo eliminare tutti i prodotti dell’ agricoltura per rendere il nostro corpo forte, muscoloso, efficiente e in salute.

Tale nome deriva dal fatto che il paleolitico è un era, da 1,5 milioni a 10.000 anni fà, in cui vivevamo appunto di sola caccia/raccolta. Nello specifico, i cacciatori-raccoglitori traevano fino al 65% della loro energia dagli animali vertebrati, mangiando ogni parte della selvaggina e dei pesci, nutrendosi raramente di uova e senza mai consumare latte e derivati.

Per comprendere meglio la maggiore qualità della dieta paleolitica, per esempio 1000 calorie di proteine magre di carne e pesce contengono cira 33,7 grammi di aminoacidi ramificati (BCAA), mentre 1000 calorie provenienti dal grano ne contengono 6 grammi. Inoltre consumavano crudi una certa varietà di frutti freschi, foglie, fiori e bulbi, molti dei quali ricchi di composti che prevengono molte malattie; adesso però sono stati tolti dalle tecniche delle moderne coltivazioni. I cereali fino a 10.000 anni fa non veniva consumati e quando lo erano non si macinava finemente il grano o si producevano farine prive di fibre.

Non assumevano sale e la loro dieta era ricca di sali di calcio e di potassio. Molti erano nomadi, raramente si accampavano in un singolo posto abbastanza a lungo da permettere la fermentazione dei frutti o altre parti di piante ricche di carboidrati in etanolo o acido acetico (aceto) e certamente non distillavano bevande altamente alcoliche. Tutti i problemi legati al bere birra o vino, ubriachezza, cirrosi epatica, alcolismo e incidenti stradali, nascono tutti dal fatto che il nostro organismo non si assolutamente evoluto con queste bevanda e quando si ingeriscono impazzisce.

Nella figura 5.1, si possono rilevare le importanti differenze anche in termini quantitivi di ripartizione dei nutrienti, rispetto all’ attuale popolazione americana. Come si può notare, nel paleolitico si consumavano tra il 22 e il 40% di carboidrati, tutti a basso indice glicemico e tra l’ altro assunti per milioni di anni, ottimizzandosi perfettamente con i nostri geni. La dieta attuale americana non solo prevede quasi il 50% della razione totale di carboidrati, ma molti di questi sono pane, pizza e dolci ad alto indice glicemico e in più essendo cereali il nostro genoma li “conosce” da meno di 10.000 anni, un tempo insufficiente per renderli affini al nostro DNA. Questo e altre problematiche ha portato gli Stati Uniti ad essere la nazione più obesa al mondo.
(Tratto da “Paleo Diet – Loren Cordain” – Rhodale press)
Cibi consentiti nella Paleo Diet

Se questi dati vi hanno convinto, vediamo insieme quali sono le regole per applicare al meglio questo tipo di alimentazione, la cui messa in pratica è decisamente semplice e cioè assumere regolarmente:
1) Carni magre, pesce e frutti di mare
2) Frutta e vegetali non amidacei
3) Niente cereali
4) Niente legumi
5) Niente latticini
6) Niente cibi industriali; tutto quello che ha un etichetta potrebbe essere un problema
7) Per quanto riguarda la frutta secca, può essere consumata, anche quella grassa; solo quando si deve perdere peso non deve esserne consumata più di 100 grammi al giorno. Successivamente quando la PaleoDiet vi cambiarà il metabolismo potrete assumerne a volontà. Consigliate le noci, i pinoli, le mandorle.
Cibi da ridurre o eliminare nella Paleo Diet

► Tutti i cibi spazzatura e i prodotti industriali
► Cibi con farina bianca, di kamut, di farro,farina di frumento di 0 e 00, zucchero
► Pane fresco e confezionato, grattugiato, torte, cereali per la colazione, biscotti, cracker, merendine industriali, pasta secca e fresca, crostate, focacce, piadine e tigelle, base pronte per pizze, per focacce e per torte dolci e salate.
► Tutti i dolcificanti artificiali e gli edulcoranti (aspartame, saccarina, ecc.)
► Tutti i cibi che contengono sciroppo di mais al alto contenuto di fruttosio
► Le verdure amidacee ad alto carico glicemico, come le patate lesse
► I succhi di frutta industriali
► Le verdure in scatola
► I cibi con acidi grassi idrogenati (che vengono trasformati in grassi trans)
► Gli oli raffinati, come quelli di mais, girasole, arachidi e semi vari
► Le carni rosse non biologiche e le frattaglie
► I grandi pesci predatori e il pesce pescato in fiumi inquinanti che contengono alti livelli di mercurio, come pesce spada e il tonno.
► La caffeina
► Alcool (non più di tre bicchieri di vino rosso a settimana
► Conservanti, additivi, coloranti
I 7 principi della Paleo Diet

In particolare Loren Cordain consiglia di seguire questi 7 principi:

1) Assumete una buona quantità di proteine animali
2) Mangiate meno carboidrati di quelli di solito consigliati dalle diete popolari ma assumere frutta e verdura, senza tuberi amidacei, cereali e zuccheri raffinati.
3) Assumere fibra, sempre da frutta e verdura
4) Assumere una moderata quantità di grasso, sopratutto omega 3 e omega 6 in quantità uguali.
5) Nutritevi di cibi ricchi di potassio e poveri di sodio
6) Seguite una dieta ad alto contenuto alcalino, cioè ricca di minerali come calcio, potassio, magnesio.
7) Preferiti i cibi ricchi di fitochimici, di vitamine, di sali minerali e di antiossidanti.

Come un coniglio, un cinghiale, un cervo e le tribù dei cacciatori-raccogliatori non controllano le quantità del cibo che mangiano, nemmeno voi dovete controllare le calorie. Siamo l’ unico animale al mondo che le controlla, un metodo inutile e perverso, che può essere totalmente eliminato con la Paleo Diet.

Secondo la nutrigenomica questo legame geni-cibo, nel corso di milioni di anni, permette al cibo di comunicare con i nostri geni. Cioè quello che mangiamo influenza direttamente i processi metabolici, perché i messaggi del cibo controllano tutte le molecole che informano l’ organismo se bruciare calorie, oppure immagazzinarle.Se quindi ingeriamo cibi non consoni al nostro DNA, le “comunicazioni” saranno errate o difettose, provocando aumento di peso, perdita di massa muscolare, stanchezza, malattie.

Al contrario se l’alimentazione è consona al nostro DNA riusciremo a perdere peso, rallentare il processo di invecchiamento, abbassare il livello di colesterolo, produrre molecole che riducono l’appetito…

Per esempio, per l’ invio delle informazioni genetiche, le cellule adipose si legano a speciali recettori presenti nel nucleo delle cellule detti RAPP (Recettori Attivati dai Proliferatori dei Perossisomi). Se ingeriamo acidi grassi buoni, paleolitici, come l’ EPA (acido eicosapentaenoico) del pesce, questi si legano al recettore RAPP, favorendo l’ attività di combustione dei grassi e migliorando la sensibilità all’ insulina. Se invece ingeriamo grassi “cattivi” come gli oli polinsaturi vegetali raffinati (come l’olio di mais), ma anche troppi carboidrati o carboidrati non paleolitici (cereali), si disattivano i geni bruciagrassi.

Con questo nuovissimo approccio non contano solo le quantità, la qualità, la ripartizione dei nutrienti (40-30-30, low carb, zero carb, Metabolica, Atkins, ecc) e l’ indice glicemico, ma anche se un dato cibo ha convissuto con la nostra evoluzione e non solo negli ultimi 10.000 anni. Questo perchè i cibi arcaici lavorano a livelli dei nostri geni e non solo a livello di apporto calorico, di nutrienti, vitamine e minerali. Gli alimenti “moderni” dati dall’ agricoltura (10.000 anni) non hanno questa capacità, perché il nostro percorso comune è stato troppo breve assieme a loro per renderli affini alla nostra genetica.

Utilizzo la Paleo Diet ormai da anni con risultati su forza, massa e definizione assolutamente eccezionali su moltissimi atleti che seguo. Solo la prima fase è difficile, per via delle reticenze culturali legati all’ eliminazione della pasta, pane e pizza, oltre alla crisi di astinenza che può durare qualche settimana. Ma alla fine muscoli pieni, addome a tartaruga e energia al massimo tolgono a tutti la voglia di ritornare al riso/pollo e riso/tonno.

Articolo tratto dal sito: integratori.net a cura di Claudio Tozzi. (la scienza del Natural Bodybuilding).

ciao,

guana.